http://www.dirittinegati.eu/Anno II - Numero 6 - 26 aprile 2009
Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al N. 18 del 19/03/2008
Ennio Nicotra e una nuova concezione di tecnica direttorialedi
Rosanna Safina
Ilya Musin ed Ennio Nicotra (foto di Eduard I. Musin, 1993)
“Il direttore è innanzitutto un musicista esecutore. Come strumentista egli deve rivivere il processo di reincarnazione nel brano con tutto il suo essere, dalla concezione musicale alle sfera motoria ed emozionale.”
Ilya Musin (dalla Technika dirizhirovanja di Ilya Musin, Muzyca Publishing House, Sankt Petersburg 1967)
‘Charisma is innate. It may be practically impossible to teach it, but it is possible to overcome communicative deficiencies caused by unclear technique.’
Ennio Nicotra (da ‘Waving, not drowing’ di Andrew Stewart, Classical Music Magazine, 2007)
La direzione d'orchestra è sempre stata considerata la più indecifrabile fra le attività musicali e questo è dovuto al fatto che per centinaia di anni quest’arte è stata governata dall’empirismo e dall’intuizionismo: nessuna metodologia, nessun sistema. Riscontriamo spesso come alcuni direttori posseggano l’istinto dell’interpretazione e il carisma, ma non abbiano le dovute qualità tecniche oppure dispongano di buone capacità tecniche e siano poco talentuosi e comunicativi. O peggio ci troviamo a volte di fronte a validi strumentisti, che per il gusto di salire sul podio, improvvisano un’arte che non può essere approssimativa né avvalersi di una tecnica rudimentale. Sembrerebbe essere tutto avvolto nel mistero o affidato al momento, all’estro, al carisma, e sembrerebbe che l’attenzione si incentri soltanto sulle particolarità, assolutamente personali, stilistiche e musicali del direttore.
Bisognava fissare le basi scientifiche di una teoria della direzione d’orchestra, questo è stato fatto dal grande Ilya Musin e ulteriormente razionalizzato ed esplicato dal suo allievo, assistente ed erede Ennio Nicotra.
Ilya Musin (Kostroma 1904 – San Pietroburgo 1999) ha il merito di formulare una teoria che prevede una tecnica di base rigorosa e di aver definito le relazioni fondamentali del rapporto fra il gesto e la produzione del suono da parte dell’orchestra; questo lavoro di razionalizzazione fa di lui il più grande insegnante di direzione d’orchestra di tutti i tempi. Il sistema è fondato sull’osservazione delle basi scientifiche di un linguaggio sostanzialmente naturale, sullo studio del processo direttoriale, sulla necessità di una efficace comunicazione del direttore attraverso una gestualità chiara, precisa e corretta: nasce una nuova concezione di tecnica direttoriale, un sistema di decodificazione e codificazione dei gesti del direttore d’orchestra, attraverso i quali si realizza la meravigliosa alchimia che scorre dal podio agli orchestrali e raggiunge il pubblico.
Il metodo è stato ampiamente spiegato nel volume di Ilya Musin, Technika dirizhirovanja, Muzyca Publishing House, Sankt Petersburg 1967, che dà le basi per accedere al sistema osservato e decodificato dal grande Maestro russo. Il testo esplica le chiavi di accesso al sistema, ma, molto esteso e scritto usando un linguaggio assai ricercato, non ha trovato la giusta divulgazione in Occidente, soprattutto a causa degli eccessivi costi di traduzione. Questo, per un testo che è una sorta di Bibbia per i direttori d’orchestra, è una vera sciagura.
Ennio Nicotra inizia a studiare con Musin nel 1989 e non solo assimila a fondo il metodo del grande Maestro, rielaborandolo ed interpretandolo, ma lo razionalizza e lo esplica al meglio avvalendosi di un nuovo supporto che nel 1967 era impensabile: il Dvd. Nel suo testo, ‘Introduzione alla tecnica della direzione d’orchestra secondo la scuola di Ilya Musin’, Edizioni Curci, 2007, con la collaborazione del duo pianistico formato da Bruno Canino e Antonio Ballista, e la regia di Peppino Sciortino per l'ausilio video, il giovane direttore ha usato le immagini per spiegare visivamente le basi del sistema musiniano . E’ evidente l’importanza di questa operazione. Ogni gesto ha una sua valenza, un significato preciso, e il fatto di poter vedere in atto, con estrema chiarezza, la corrispondenza fra il movimento gestuale e il risultato sonoro è di grandissima efficacia per gli allievi.
Un' arte basata sul movimento è difficile che possa essere studiata su un libro. Ennio Nicotra in tal modo ha risolto il problema di un primo approccio alla gestualità.
Egli considera che l’assenza di una chiara comunicazione da parte del direttore di solito nasce da una tecnica mediocre. Solo dopo avere acquisito padronanza e consapevolezza gestuale, in relazione al risultato che si vuole ottenere, interviene il carisma, il talento, il cuore, il dono di saper trasmettere la musica agli altri, la capacità di svelare l’intima essenza della musica, la sensibilità nell’esecuzione e quant’altro rende un direttore d’orchestra un artista. Attualmente in Italia è il testo il più venduto tra quelli sull’argomento; è inoltre disponibile in inglese, spagnolo e tedesco e quest’anno sarà pubblicato in giapponese, cinese e coreano. Al Conservatorio “Nikolaj Rimskij-Korsakov” di San Pietroburgo è il testo più usato per lo studio della tecnica della direzione d’orchestra. Nel 2002 Ennio Nicotra ha fondato la Ilya Musin Society, dedita alla diffusione nel mondo del sistema Musin. Ha diretto le orchestre più prestigiose delle più importanti città della Russia e non, e ha collaborato con musicisti di fama internazionale. La sua attività di didatta è iniziata come assistente di Ilya Musin e prosegue, dopo la scomparsa del Maestro, ad Assisi, a Perugia e a San Pietroburgo. I suoi corsi sono frequentati da giovani provenienti da tutto il mondo e da musicisti provenienti da note orchestre italiane ed europee, quali la Bayerischen Rundfunks Orchestra di Monaco, la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la London Symphony Orchestra e Rotterdam Philharmonic. Dal 2002 è docente a San Pietroburgo dei seminari internazionali dell'”Accademia Pietro il Grande”, effettuati in collaborazione con la Saint Petersburg State Academic Symphony Orchestra e l'Unione dei Compositori.
La sua capacità di insegnare è straordinaria e il vederlo all’opera regala momenti indimenticabili. Grazie a Play, un eccellente cortometraggio del 2004 di Massimo D’Anolfi, possiamo vedere le sue modalità d’insegnamento in itinere. Il film, che racconta in forma di documentario un’esperienza d’insegnamento–apprendimento, ha partecipato a vari festival, ricevuto premi, è stato proiettato nelle più importanti scuole di cinema europee e all’Istituto del cinema di San Pietroburgo ed è in programmazione su Sky classica. Ed è straordinario. La scelta del bianco e nero sembra volerci condurre ad un estraniamento dalla realtà e predisporci subito a fruire di un momento che ha del prodigioso. Le inquadrature e la fotografia, essenziali, sigillano l’attenzione. Si crea un’ atmosfera d’intimismo tale che lo spettatore facilmente ne sarà assolutamente coinvolto. Ennio Nicotra incanta per la naturalezza e l’efficacia, crea pathos, dirige ed insegna trasmettendo l’energia e la forza delle sue idee. Il suo talento pedagogico travolge. Chiarissimo nelle esplicazioni gestuali agli allievi, utilizza un gesto d’incredibile espressività e comunicatività. Ed è magia, coronata da una scena in cui alcuni colombi sostano sulle volute di un capitello corinzio, celestiale simbologia di vette di raggiungibile bellezza.
Rosanna Safina