domenica 11 ottobre 2009

Concerto del Trio "Clara Wieck"



Concerto del Trio Clara Wieck
11 ottobre 2009
Masseria Bannata

Letizia Porcaro, attrice
Testi di Delia Altavilla

mercoledì 30 settembre 2009

Il concerto delle dame o concerto secreto

Dalla testata giornalistica www.dirittinegati.eu

Il concerto delle dame o concerto secreto
di Rosanna Safina

“Quelle dame di Ferrara, che facevano a gara non solo al metallo et alla disposizione delle voci, ma nell’ornamento di esquisiti passaggi, col moderare e crescere della voce forte o piano, ora con l’accompagnamento d’un soave interrotto sospiro, ora con gruppi, ora a salti, ora con trilli lunghi, ora brevi e con azione del viso e dei sguardi e de’ gesti che accompagnavano appropriatamente la musica e li concetti…” Vincenzo Giustiniani, dal “Discorso sopra la musica de’ suoi tempi”

Nel XVI secolo Ferrara fu una delle corti italiane più floride ed importanti in campo musicale. La cappella estense, fondata dal duca Ercole I nel 1471, si avvalse lungo il corso degli anni della presenza dei più importanti musicisti del tempo: J.Obrecht, J. Despres, B. Tromboncino, A. Willaert, Cipriano de Rore, O. di Lasso, Gesualdo da Venosa, solo per citarne alcuni. Fu con Alfonso II (1533-1597) che la cappella conobbe il periodo di massimo splendore, con la presenza dal 1561 al 1598 dell’ “Organista del Serenissimo Duca di Ferrara” Luzzasco Luzzaschi, organista e compositore. Nel 1579 Margherita Gonzaga, raffinata musicista e danzatrice, sposò Alfonso II. Fu proprio per volontà della nobildonna che, probabilmente nel 1580, nacque lo straordinario Concerto delle dame o Concerto secreto. Si trattava di un gruppo di musiciste formato da Laura Peperara, Anna Guarini e Livia d’Arco. Con le tre donne collaborò anche Tarquinia Molza, coltissima intellettuale dell’epoca, poetessa, umanista e studiosa di filosofia, greco, latino ed ebraico. Laura Peperara, cantante ed arpista (della quale si invaghì Torquato Tasso che le dedicò alcune poesie), Anna Guarini, cantante e liutista (figlia del poeta Giambattista) e Livia d’Arco, cantante e violista da gamba, furono eccelse e virtuose musiciste. La fama del gruppo dipese, oltre che dall’altissima qualità esecutiva, anche dall’efficace abbinamento tra vocalità e strumenti e dal fascino della presenza scenica delle musiciste. Tutto questo è sorprendente per tempi in cui la partecipazione delle donne nel campo artistico era un evento rarissimo, pensiamo al fatto che le parti di soprano era destinate ai castrati e alle donne non era concesso esibirsi né in pubblico né in chiesa. Si trattò quindi di una vera rivoluzione storica. Il Concerto delle dame si esibiva quotidianamente nelle stanze di Margherita Gonzaga. Si creò intorno a loro il fascino del mistero e il desiderio di carpire il segreto della loro fama. Il duca, entusiasta, aprì i concerti, ma solo ad un selezionato gruppo di nobili ed intellettuali e ai diversi regnanti in visita alla corte, arrivando a raccogliere il loro repertorio su libri dei quali però non autorizzò mai la stampa e che dopo la sua morte sparirono. Non conosciamo quindi il repertorio completo, sappiamo però che per le dame scrissero sicuramente Gesualdo da Venosa e Jaches de Wert e conosciamo le musiche di Luzzaschi su testi, di grandissimo valore letterario, del Guarini. Sappiamo anche che eseguirono i Madrigali per cantare et sonare a uno e doi, e tre soprani composti nel 1571 dal Luzzaschi. Si tratta di musica reservata ricca di melismi, fioriture, salti, scalette e vivacità ritmiche che misero in risalto il virtuosismo e la bravura delle dame. Questi madrigali hanno la caratteristica di usare il particolare organico di tre soprani, la mancanza della voce di tenore e della voce di basso sottolinea in alcuni casi la sensazione di leggerezza e giocosità già messa in risalto dalle fioriture e crea un effetto timbrico inusuale. Ad accompagnare le dame era lo stesso Luzzaschi, l’unico ad avere il permesso di usare l’archicembalo (antenato del cembalo) in uso alla corte di Ferrara. Alle dame, per l’esecuzione di madrigali polifonici, si affiancarono spesso altri cantanti, le testimonianze storiche parlano per esempio di Giulio Cesare Brancaccio, nobiluomo di corte con una straordinaria voce di basso. La bellezza, la seducente grazia, la maestria della dame ispirarono vari poeti e numerosi sono i versi a loro dedicati scritti dal Tasso, dal Guarini e dal Rinuccini. Le cronache storiche fissano nel 1598 l’ultima esecuzione del gruppo. Alla morte di Alfonso II con la devoluzione alla Chiesa del ducato, secondo la convenzione di Faenza del 1598, la cultura musicale della città declinò inesorabilmente.

sabato 11 luglio 2009

il Trio "Clara Wieck" per gli Eventi Feltrinelli

http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/eventi/Palermo/2009/Giugno2009/EventiGiugno13.ht




domenica 21 giugno 2009

Concerto allievi

Circolo Ufficiali, P.zza S.Oliva 25
Palermo, ore 19.00




Al pianoforte
Sofia Di Grusa
Nicola Maggio
Alessandro Patti
Giorgia Alberelli
Alessandra Battaglia
Martina Bellomare
Daniele D' Antoni



lunedì 8 giugno 2009

Concerto 7 giugno 2009



venerdì 5 giugno 2009

Concerto del Trio "Clara Wieck"

A.Gi. Mus. sezione di Palermo

Concerto del Trio "Clara Wieck"

Rosanna Safina
, pianoforte
Cinzia Vitale, violino
Daniela Santamaura, violoncello

Musiche di F. Liszt e G. Fauré

Testi di Delia Altavilla e Andrea Meli

Letizia Porcaro, attrice

Domenica 7 giugno 2009, ore 19.00
Centro culturale Biotos, Via XII Gennaio, 2 - Palermo

domenica 31 maggio 2009

Ennio Nicotra e una nuova concezione di tecnica direttoriale

http://www.dirittinegati.eu/
Anno II - Numero 6 - 26 aprile 2009
Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al N. 18 del 19/03/2008

Ennio Nicotra e una nuova concezione di tecnica direttoriale
di Rosanna Safina


Ilya Musin ed Ennio Nicotra (foto di Eduard I. Musin, 1993)

“Il direttore è innanzitutto un musicista esecutore. Come strumentista egli deve rivivere il processo di reincarnazione nel brano con tutto il suo essere, dalla concezione musicale alle sfera motoria ed emozionale.”
Ilya Musin (dalla Technika dirizhirovanja di Ilya Musin, Muzyca Publishing House, Sankt Petersburg 1967)

‘Charisma is innate. It may be practically impossible to teach it, but it is possible to overcome communicative deficiencies caused by unclear technique.’
Ennio Nicotra (da ‘Waving, not drowing’ di Andrew Stewart, Classical Music Magazine, 2007)

La direzione d'orchestra è sempre stata considerata la più indecifrabile fra le attività musicali e questo è dovuto al fatto che per centinaia di anni quest’arte è stata governata dall’empirismo e dall’intuizionismo: nessuna metodologia, nessun sistema. Riscontriamo spesso come alcuni direttori posseggano l’istinto dell’interpretazione e il carisma, ma non abbiano le dovute qualità tecniche oppure dispongano di buone capacità tecniche e siano poco talentuosi e comunicativi. O peggio ci troviamo a volte di fronte a validi strumentisti, che per il gusto di salire sul podio, improvvisano un’arte che non può essere approssimativa né avvalersi di una tecnica rudimentale. Sembrerebbe essere tutto avvolto nel mistero o affidato al momento, all’estro, al carisma, e sembrerebbe che l’attenzione si incentri soltanto sulle particolarità, assolutamente personali, stilistiche e musicali del direttore.
Bisognava fissare le basi scientifiche di una teoria della direzione d’orchestra, questo è stato fatto dal grande Ilya Musin e ulteriormente razionalizzato ed esplicato dal suo allievo, assistente ed erede Ennio Nicotra.
Ilya Musin (Kostroma 1904 – San Pietroburgo 1999) ha il merito di formulare una teoria che prevede una tecnica di base rigorosa e di aver definito le relazioni fondamentali del rapporto fra il gesto e la produzione del suono da parte dell’orchestra; questo lavoro di razionalizzazione fa di lui il più grande insegnante di direzione d’orchestra di tutti i tempi. Il sistema è fondato sull’osservazione delle basi scientifiche di un linguaggio sostanzialmente naturale, sullo studio del processo direttoriale, sulla necessità di una efficace comunicazione del direttore attraverso una gestualità chiara, precisa e corretta: nasce una nuova concezione di tecnica direttoriale, un sistema di decodificazione e codificazione dei gesti del direttore d’orchestra, attraverso i quali si realizza la meravigliosa alchimia che scorre dal podio agli orchestrali e raggiunge il pubblico.
Il metodo è stato ampiamente spiegato nel volume di Ilya Musin, Technika dirizhirovanja, Muzyca Publishing House, Sankt Petersburg 1967, che dà le basi per accedere al sistema osservato e decodificato dal grande Maestro russo. Il testo esplica le chiavi di accesso al sistema, ma, molto esteso e scritto usando un linguaggio assai ricercato, non ha trovato la giusta divulgazione in Occidente, soprattutto a causa degli eccessivi costi di traduzione. Questo, per un testo che è una sorta di Bibbia per i direttori d’orchestra, è una vera sciagura.
Ennio Nicotra inizia a studiare con Musin nel 1989 e non solo assimila a fondo il metodo del grande Maestro, rielaborandolo ed interpretandolo, ma lo razionalizza e lo esplica al meglio avvalendosi di un nuovo supporto che nel 1967 era impensabile: il Dvd. Nel suo testo, ‘Introduzione alla tecnica della direzione d’orchestra secondo la scuola di Ilya Musin’, Edizioni Curci, 2007, con la collaborazione del duo pianistico formato da Bruno Canino e Antonio Ballista, e la regia di Peppino Sciortino per l'ausilio video, il giovane direttore ha usato le immagini per spiegare visivamente le basi del sistema musiniano . E’ evidente l’importanza di questa operazione. Ogni gesto ha una sua valenza, un significato preciso, e il fatto di poter vedere in atto, con estrema chiarezza, la corrispondenza fra il movimento gestuale e il risultato sonoro è di grandissima efficacia per gli allievi.
Un' arte basata sul movimento è difficile che possa essere studiata su un libro. Ennio Nicotra in tal modo ha risolto il problema di un primo approccio alla gestualità.
Egli considera che l’assenza di una chiara comunicazione da parte del direttore di solito nasce da una tecnica mediocre. Solo dopo avere acquisito padronanza e consapevolezza gestuale, in relazione al risultato che si vuole ottenere, interviene il carisma, il talento, il cuore, il dono di saper trasmettere la musica agli altri, la capacità di svelare l’intima essenza della musica, la sensibilità nell’esecuzione e quant’altro rende un direttore d’orchestra un artista. Attualmente in Italia è il testo il più venduto tra quelli sull’argomento; è inoltre disponibile in inglese, spagnolo e tedesco e quest’anno sarà pubblicato in giapponese, cinese e coreano. Al Conservatorio “Nikolaj Rimskij-Korsakov” di San Pietroburgo è il testo più usato per lo studio della tecnica della direzione d’orchestra. Nel 2002 Ennio Nicotra ha fondato la Ilya Musin Society, dedita alla diffusione nel mondo del sistema Musin. Ha diretto le orchestre più prestigiose delle più importanti città della Russia e non, e ha collaborato con musicisti di fama internazionale. La sua attività di didatta è iniziata come assistente di Ilya Musin e prosegue, dopo la scomparsa del Maestro, ad Assisi, a Perugia e a San Pietroburgo. I suoi corsi sono frequentati da giovani provenienti da tutto il mondo e da musicisti provenienti da note orchestre italiane ed europee, quali la Bayerischen Rundfunks Orchestra di Monaco, la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la London Symphony Orchestra e Rotterdam Philharmonic. Dal 2002 è docente a San Pietroburgo dei seminari internazionali dell'”Accademia Pietro il Grande”, effettuati in collaborazione con la Saint Petersburg State Academic Symphony Orchestra e l'Unione dei Compositori.
La sua capacità di insegnare è straordinaria e il vederlo all’opera regala momenti indimenticabili. Grazie a Play, un eccellente cortometraggio del 2004 di Massimo D’Anolfi, possiamo vedere le sue modalità d’insegnamento in itinere. Il film, che racconta in forma di documentario un’esperienza d’insegnamento–apprendimento, ha partecipato a vari festival, ricevuto premi, è stato proiettato nelle più importanti scuole di cinema europee e all’Istituto del cinema di San Pietroburgo ed è in programmazione su Sky classica. Ed è straordinario. La scelta del bianco e nero sembra volerci condurre ad un estraniamento dalla realtà e predisporci subito a fruire di un momento che ha del prodigioso. Le inquadrature e la fotografia, essenziali, sigillano l’attenzione. Si crea un’ atmosfera d’intimismo tale che lo spettatore facilmente ne sarà assolutamente coinvolto. Ennio Nicotra incanta per la naturalezza e l’efficacia, crea pathos, dirige ed insegna trasmettendo l’energia e la forza delle sue idee. Il suo talento pedagogico travolge. Chiarissimo nelle esplicazioni gestuali agli allievi, utilizza un gesto d’incredibile espressività e comunicatività. Ed è magia, coronata da una scena in cui alcuni colombi sostano sulle volute di un capitello corinzio, celestiale simbologia di vette di raggiungibile bellezza.


Rosanna Safina

domenica 17 maggio 2009

Recensioni

5 maggio 2009
Originalissimo il programma di "Contrasti", due brevi concerti in una serata, legati solo dalla presenza di un'attrice - Carmen Cutrera - che ha letto testi relativi all'una e all'altra parte. Le formazioni erano quelle "primarie" della musica da camera: la prima parte, pianoforte a quattro mani: Beatrice Cerami e Rosanna Safina hanno trovato i colori morbidi delle storie fantastiche di Ma mère l'Oye di Ravel, e poi quelli stridenti della Sonata di Poulenc, aspra nella scrittura ma piacevolissima da ascoltare. Nella seconda parte, Lieder: Amelia Imbarrato e Beatrice Cerami interpretano Schumann, rari Lieder di guerra, ma - ulteriore rarità - sono preceduti da un Lied di Lortzing, dedicato a Napoleone, così come i "Due Granatieri" - non a caso è il 5 maggio! Ma i testi non sono di Manzoni: Ungaretti e Hemingway con le loro esperienze, cioè raccontare la guerra per parlare di pace.

15 maggio 2009
Il Trio "Clara Wieck" torna con un programma nuovo e anche questa volta originale e affascinante: Cinzia Vitale, Daniela Santamaura e Rosanna Safina eseguono la rara trascrizione per trio del poema sinfonico di Liszt Orphèe e il bellissimo trio di Faurè, arricchendo il programma con letture relative alle musiche: l'attrice Letizia Porcaro fa veramente parte del complesso musicale - un trio in quattro! -, dello splendido affiatamento, della coerenza sonora dell'insieme.

Ancora una volta lo spazio Extroart si conferma perfetto per questo tipo di musica, ancora una volta la magia del tiglio e degli angeli è riuscita.

Raffaello Di Bartolo
http://operalibera.altervista.org/exnovo/news.php?extend.73