La vita di Clara Schumann si può definire un trionfo musicale e una tragedia personale. Il divorzio dei genitori e la conseguente perdita della madre nella sua infanzia, la dura battaglia con il padre per il matrimonio, la malattia mentale e la morte precoce del marito, la malattia di un figlio rinchiuso in un manicomio per più di quaranta anni, e la perdita di quattro figli, la segnano profondamente. Ma nonostante tutto mantiene i figli e i nipoti con i suoi guadagni e lavora incessantemente, operando come agente e impresario dei suoi stessi concerti.Clara Schumann viene considerata alla pari di musicisti come Thalberg e Rubistein, è la regina del pianoforte in Europa. Il suo suonare è caratterizzato da una tecnica raffinata, un bel suono e uno spirito poetico. Ha grande influenza sulla vita concertistica e sul pianismo del 1800. E’ stata una delle poche pianiste a suonare la musica a memoria e, con Liszt, una dei primi pianisti a dare concerti da solista senza altri artisti nella stessa serata, dando vita così al recital solistico. I concerti diventano più brevi e viene offerto al pubblico un minor numero di pezzi, in modo che maggiore attenzione venga rivolta ai singoli brani. Nelle sue mani il recital pianistico diventa un evento in cui l’attenzione del pubblico si concentra sul brano più che sull’interprete virtuoso.
Inizialmente Clara interpreta opere di bravura dei più noti compositori del periodo, come Herz, Kalkbrenner e Liszt, ma quando matura, e specialmente dopo il matrimonio, inizia a presentare programmi più equilibrati con brani dal 1700 al 1800. In un periodo in cui i grandi pianisti virtuosi danno interi concerti delle loro opere, Clara introduce Bach, Scarlatti, Beethoven e Schubert. E’ una fra i primi pianisti a interpretare la musica di Chopin e frequentemente includeva nei suoi programmi la musica di Mendelssohn.
R.S.