Sbrigare una faccenda domestica giornaliera insignificante quale aprire un cassetto bastava a provocare a Clara una distorsione del tendine della mano destra e impedirle così provvisoriamente qualsiasi attività pianistica. Un anno prima del cinquantesimo anniversario del suo debutto concertistico, Clara Schumann cominciò a soffrire di disturbi sintomatici causati dallo strapazzo cui aveva sottoposto il braccio destro tutta la vita. Ma la fortuna volle che, nell'estate dei 1877, Johannes Brahms le avesse spedito un brano per pianoforte la cui esecuzione doveva essere effettuata dalla sola mano sinistra, non si trattava però di un'opera originale, ma della trascrizione della famosa Chaconne dalla Partita in re minore per solo violino di Bach. Clara accolse l'inatteso regalo come un "delizioso rifugio". Nella Sua lettera di ringraziamento, chiedeva meravigliata: "Come ti é venuta in mente un'idea simile? " “Solo in un modo", spiegava Brahms, "l'opera mi procura quanto si avvicina di più al godimento: quando la suono solo con la mano sinistra. Talvolta mi fa persino venire in mente la storia dell'uovo di colombo! L'analogia delle difficoltà, il tipo di tecnica, l'arpeggiare, tutto l'insieme mi fa sentire come un violinísta". Clara Schumann gli avrebbe spontaneamente confermato questa impressione: " Che strano, inoltre, che l’effetto del suono richiami alla mente quello del violino!". Nel dicembre dei 1878 la Chaconne veniva pubblicata come quinto numero degli "Studi per il pianoforte", confermando così che la trascrizione a scopo specifico di un brano per violino era diventata una musica per pianoforte autonoma.
Il manoscritto brahmsiano della Chaconne fece il suo ingresso nell'importante collezione di autografi del pianista viennese Paul Wittgenstein (1887 1961), della cui casa paterna erano stati ospiti sia Brahms che Clara Schumann. Wittgenstein, costretto dall'amputazione del braccio destro, irrimediabilmente ferito in guerra, e costretto a suonare esclusivamente il pianoforte con la mano sinistra, fu, nelle vesti di committente di ricerca e donazione di repertorio, il promotore delle più importanti composizioni per la mano sinistra: il Concerto per pianoforte in re di Ravel, il quarto Concerto di Prokofiev, e ancora lavori di Strauss, Hindemith e molti altri; tra questi il compositore ungherese Jeno Takàcs che nel 1951 scrive, con lo Sguardo rivolta a Bach, la Toccata e Fuga op. 56, un ricercare polifonico dai colori lividi.
R.S.