sabato 10 maggio 2008

Mistificazione

Rossella crede molto nei succedanei.
Per esempio ha abolito il burro dalla sua dieta, anzi, dalla sua vita. Lei impazziva per gli spaghetti al burro.
Il segreto è farli un po’ al dente, riporli appena usciti dalla pentola sul piatto (evitando pertanto di allungare con dell’acqua fredda al fine di bloccare la cottura), dove giace mollemente una noce di burro, meglio se il tipo danese, una spolverata di pepe bianco o di noce moscata.
Adesso usa margarina. Molto più leggera, ha quasi lo stesso sapore.
Rossella suona il piano da sempre. Lo suona divinamente, almeno così la pensano in molti che se ne intendono pure.
Come suona i notturni di Chopin lei, poche.
Anche i suoi amanti pensano che i notturni di Rossella sono favolosi davvero.
Poi Rossella ha smesso di suonare di notte con i suoi amanti. Finito il concerto e dopo gli applausi, al mattino dopo non restava niente, se non la tastiera sfatta.
E ha smesso con Chopin. Si dedica ad altro, per esempio allo studio di un nuovo repertorio, altrettanto bello ma meno pericoloso.
E soprattutto alla sua attività di concertista. Ha visto quel film su un pianista un po’ pazzo e alle prese con il Rach 3.
L’altro ieri Rossella ha compiuto quarantadue anni ma non ha organizzato alcuna festa. Però è andata ad uno di quegli incontri di lettura che organizzano in città. Lei di solito riempie un intermezzo con un suo brano. Non l’ha detto a nessuno che era il suo compleanno e però ha suonato come se quelli che la stavano ascoltando fossero tutti ospiti suoi. Ha suonato pensando che gli uomini in quella sala fossero tutti i suoi ex amanti radunati per l’occasione. Ha immaginato inoltre che le donne in quella sala fossero le amanti attuali di quegli uomini che l’hanno amata e che in qualche modo, le hanno sottratto un amore.
Rossella ha suonato il Rach 3 tenendo le palpebre socchiuse, i movimenti del collo sinuosi e fluidi, i capelli sciolti scossi da sussulti e palpiti, la schiena scossa da brividi, la pelle turgida, il sedile infuocato, una goccia di sudore dalla tempia verso l’orecchio.

Giorgio D’Amato

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