Va da sé che la presentazione di un libro è un’occasione essenzialmente pubblicitaria e relativamente fine a se stessa, è scontato, ma inevitabile, che un libro vada letto e in esso ogni lettore troverà la propria chiave interpretativa, ne valuterà la piacevolezza o esprimerà un mancato apprezzamento, coglierà le sue impressioni valutando alla fine della lettura la cifra stilistica ed emozionale dello scrittore. Ma qualche indicazione su un nuovo testo può sempre essere utile.Non ancora raccoglie sette racconti nati da un percorso iniziato già da qualche anno e maturato sotto lo stimolo dei corsi di scrittura che si tengono al parco letterario Tomasi di Lampedusa di Palermo.
L’esordiente autrice stupisce per l’eleganza, la raffinatezza e la morbidezza di una scrittura che non le impedisce di affrontare argomenti molto forti, come in Quel punto di non ritorno e crudi, come in Dimentica la storia, lasciando una sensazione d’incredulità per essere riuscita a coniugare la dolcezza del linguaggio con un così forte impatto emotivo nell’affrontare temi sociali e personali molto forti.
Scorre sulle storie con un occhio attento al particolare, mai fine a se stesso, ma che svela il personaggio, lo rende nudo ai nostri occhi e lo avvicina a noi come se lo conoscessimo da sempre, lasciandoci liberi di amarlo o meno.
Meravigliosa la capacità di far visualizzare al lettore le immagine scolpite sulla pagina, fatto non sempre così scontato nella letteratura, ma che non manca mai di stupire.
L’uso delle sinestesie risulta particolarmente efficace e questo perché estremamente fantasioso è il modo di Delia Altavilla di percepire e di interrogare la realtà, di ricevere informazioni da essa, una realtà che si trasfigura in immagini, in frasi e parole che è difficile possano lasciare indifferenti.
E mentre nel racconto La signora Battiato ci lasciamo cullare dagli stati d’animo dei personaggi, dalle loro cronache minime, quotidiane, in un racconto di genere, Il mare, l’erotismo diventa un luogo immaginario, un modo per raccontare il corpo come una realtà magica, come un luogo libero del pensiero.
Il racconto che dà il titolo alla raccolta ci lascia invece attoniti, affrontando un tema, purtroppo, di grande attualità con fermezza e attenzione all’uso delle parole destinate a raccontare un argomento così delicato, nel quale però la storia non si conclude tragicamente, lasciando la possibilità di credere che ci si può salvare, anche per puro caso, da cotanto orrore.
Ad impreziosire il libro la copertina, un quadro di Letizia Porcaro, 1° talamo della serie “Omaggio a Klinger”, Amore e Psiche e l’intruso (particolare), un’immagine conturbante che preannuncia la femminilità che troveremo nella scrittura dell’autrice.
Non rimane che leggere il libro, ad esso lasciamo l’efficacia che nessun commento, riflessione o parola potrà mai dargli.
Rosanna Safina