
Associazione Musicale Lindenbaum
"Schubertiade"
Amelia Imbarrato, mezzosoprano
Rosanna Safina, pianoforte
Gli ultimi Lieder di Schubert
Schwanengesang D 927 - Canto del cigno
Oratorio S. Stefano Protomartire, P.zza Monte di Pietà - Palermo
Venerdì 19 novembre 2010, ore 20.45
Col nome di "Schwanengesang", Canto del cigno, sono stati pubblicati alcuni degli ultimi Lieder di Schubert, forse proprio gli ultimi 14 - ma nessuno è sicuro del percorso creativo che ha portato a quest'opera. Quello che è certo è che non si tratta di un ciclo come Die Schöne Müllerin (La bella molinara) e Die Winterreise (Il viaggio d'inverno), creati da Schubert come opere unitarie, su testo di un unico poeta che sviluppa una storia. Qui si tratta di testi di poeti diversi, non legati fra loro dal significato. Quindi, spesso gli interpreti si distaccano dall'edizione e compongono il programma con una certa libertà, in modo - forse - un po' più "schubertiano", o almeno seguendo un'idea di come Schubert possa essere stato ispirato da queste poesie. E' chiaro che è un'opinione, ma anche quella dell'editore non è più che tale. Iniziamo quindi con quello che è probabilmente l'ultimo Lied di Schubert, non l'unico su testo di Seidl composto nell'ultimo anno. Facciamo poi seguire i 6 Lieder su testi di Heine, di sconvolgente novità: Schubert lesse le poesie del giovane Heine e ne fu immediatamente folgorato, progettando di musicarne molte di più: purtroppo, ebbe tempo solo per queste sei, che noi lasciamo nell'ordine in cui furono pubblicate da Heine e, secondo la sua usanza, senza il titolo, ma con l'incipit - è l'ordine in cui Schubert le lesse. Come ultimo blocco, presentiamo le poesie di Rellstab - fra cui la troppo celebre "Serenata", restituita al suo posto. Non conosciamo altro ordine, se non quello dell'editore, e ci stacchiamo da quello solo per aggiungere "Herbst" (Autunno), altra poesia di Rellstab musicata lo stesso ultimo anno, molto significativa di questo periodo. Negli ultimi Lieder di Schubert possiamo riconoscere alcune caratteristiche comuni, ciascuna delle quali è più evidente in uno o in un altro Lied: è più acuta che mai l'attenzione alla parola - specialmente sui testi di Heine -; sembra che si vogliano recuperare alcuni elementi "semplici", come la forma strofica, o una parte pianistica non ricchissima, o una melodia "facile" - ma sempre su un tessuto armonico estremamente complesso e vario. Insomma, l'"Addio" di Schubert è alla musica e alla vita e, non ostante la brevità di quest'ultima, è il compimento di una parabola artistica perfetta, che non manca, forse per la semplicità apparente, o per tutta la complessità che nasconde, di toccare il cuore.
a.i.
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