sabato 27 novembre 2010

infolirica

LINDENBAUM - SCHUBERTIADE 2010

Scritto da Raffaello di Bartolo

Sabato 20 Novembre 2010 16:32

Arriva quest'anno alla quarta edizione la Schubertiade dell'associazione Lindenbaum di Palermo. Immancabile l'appuntamento il 19 novembre, giorno "sacro" a Schubert, con un ciclo di Lieder.Quest'anno è la volta del "non-ciclo", di quel "Canto del cigno" che Schubert, se anche avesse avuto la coscienza di scrivere i suoi ultimi Lieder, forse non avrebbe neanche intitolato così. Amelia Imbarrato, in una breve nota di sala, spiega così la sua impostazione del programma: Col nome di "Schwanengesang", Canto del cigno, sono stati pubblicati alcuni degli ultimi Lieder di Schubert, forse proprio gli ultimi 14 - ma nessuno è sicuro del percorso creativo che ha portato a quest'opera. Quello che è certo è che non si tratta di un ciclo come Die Schöne Müllerin (La bella molinara) e Die Winterreise (Il viaggio d'inverno), creati da Schubert come opere unitarie, su testo di un unico poeta che sviluppa una storia. Qui si tratta di testi di poeti diversi, non legati fra loro dal significato. Quindi, spesso gli interpreti si distaccano dall'edizione e compongono il programma con una certa libertà, in modo - forse - un po' più "schubertiano", o almeno seguendo un'idea di come Schubert possa essere stato ispirato da queste poesie. E' chiaro che è un'opinione, ma anche quella dell'editore non è più che tale. Iniziamo quindi con quello che è probabilmente l'ultimo Lied di Schubert, non l'unico su testo di Seidl composto nell'ultimo anno. Facciamo poi seguire i 6 Lieder su testi di Heine, di sconvolgente novità: Schubert lesse le poesie del giovane Heine e ne fu immediatamente folgorato, progettando di musicarne molte di più: purtroppo, ebbe tempo solo per queste sei, che noi lasciamo nell'ordine in cui furono pubblicate da Heine e, secondo la sua usanza, senza il titolo, ma con l'incipit - è l'ordine in cui Schubert le lesse. Come ultimo blocco, presentiamo le poesie di Rellstab - fra cui la troppo celebre "Serenata", restituita al suo posto. Non conosciamo altro ordine, se non quello dell'editore, e ci stacchiamo da quello solo per aggiungere "Herbst" (Autunno), altra poesia di Rellstab musicata lo stesso ultimo anno, molto significativa di questo periodo. Negli ultimi Lieder di Schubert possiamo riconoscere alcune caratteristiche comuni, ciascuna delle quali è più evidente in uno o in un altro Lied: è più acuta che mai l'attenzione alla parola - specialmente sui testi di Heine -; sembra che si vogliano recuperare alcuni elementi "semplici", come la forma strofica, o una parte pianistica non ricchissima, o una melodia "facile" - ma sempre su un tessuto armonico estremamente complesso e vario. Insomma, l'"Addio" di Schubert è alla musica e alla vita e, non ostante la brevità di quest'ultima, è il compimento di una parabola artistica perfetta, che non manca, forse per la semplicità apparente, o per tutta la complessità che nasconde, di toccare il cuore. Aggiungiamo che anche Hermann Prey, "senza il quale - dice Amelia Imbarrato - non esisterebbe la Lindenbaum", interveniva spesso e in maniera varia sulla disposizione di questo programma, non solo cambiando l'ordine dell'edizione, ma anche aggiungendo altri Lieder. Il risultato è sempre un miracolo di emozione, perché quando l'artista ha piena coscienza di quello che interpreta, diventa praticamente il tramite fra autore e pubblico - e credo che questo "mettersi da parte" sia la cosa pià alta a cui si possa aspirare. Così Amelia Imbarrato, una presenza sul palco intensa ma non vistosa, mette voce ed anima al servizio dell'espressione, della parola cantata: la voce è bella, la tecnica adatta al genere - ce ne accorgiamo dopo, là per là tutto sembra naturale, non c'è tempo per godere i suoni filati o gli acuti timbrati e potenti, l'emozione supera tutto, sia dell'infelice Atlante, costretto a sostenere tutto il mondo del dolore, o di chi vede un altro sé stesso davanti alla casa dell'amata, della Serenata - che sì, si riconosce, ma si capisce di quanto faccia parte di questo contesto e non di altri - o del messaggio d'amore affidato ancora un a volta a un ruscello, e ancora dell'angosciata nostalgia che prende la forma della colomba viaggiatrice, e del saluto di chi se ne va, anche nascondendo il rimpianto dietro un allegro galoppo: "Ade, Addio!" Secondo l'abitudine della Lindenbaum, anche per questo concerto sono state messe a disposizione del pubblico le traduzioni dei Lieder. E' importante conoscere i testi, dice qualcuno, ma qualcun altro aggiunge che dall'espressione del canto se ne può capire bene almeno il carattere. Per la prima volta in un programma liederistico - ma non per la prima volta alla Lindenbaum - è stata presente la pianista Rosanna Safina, raffinatissima musicista di grande esperienza cameristica. La sua importante prestazione conferma, ove ce ne fosse bisogno, quanto sia vitale la parte pianistica in questo repertorio, specialmente in Lieder così complessi. Applausi e grande apprezzamento per le due musiciste, non che per la mascotte dell'Associazione, la cagnetta Luna, delizioso barboncino bianco, che accoglie con grande allegria il pubblico, ma durante il concerto è un esempio di bontà ed educazione!

Raffaello Di Bartolo

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