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Hildegard von Bingen (1098-1179)
“I profeti istruiti dallo stesso Spirito Santo, non solo produssero salmi ed inni, ma inventarono diversi strumenti musicali per adornare i canti (…) la voce prima del peccato originale aveva in sé la dolcezza di tutti gli strumenti musicali nella piena armonia del suono.”
Hildegard von Binden
La Symphonia raccoglie più di 70 composizioni liturgiche, delle quali Hildegard scrive testi e musica, e comprende antifone, inni, responsori e sequenze. La disposizione segue una stretta gerarchia, prima i canti dedicati a Dio, poi i canti dedicati a Maria, poi ancora quelli dedicati allo Spirito Santo e alla Trinità, quindi agli angeli, ai patriarchi, ai profeti, agli apostoli, ai martiri, a Sant’Orsola ed al suo esercito di vergini, ad Ecclesia, alle vedove e agli innocenti. Per Hildegard la musica è il punto più alto di fusione con Dio, ha origine divina, è il ricordo del Paradiso Terrestre ed è la verità ultima alla quale l’uomo può attingere. Il disegno melodico scavalca le linee tradizionali del canto gregoriano. I canti sono dedicati a voci femminili. Le melodie celebrano il progetto magnifico della Creazione, il Creatore e stimolano gli uomini a bene operare.
L’Ordo virtutum è un dramma liturgico (uno dei primissimi che ci sono pervenuti e uno dei rarissimi musicati da donne) ed è quindi destinato alla rappresentazione e questo lo rende carico di nuovi e diversi significati. Si tratta del cammino dell’anima verso la beatitudine. E’ tematicamente legato allo Scivias, l’anima deve lottare contro le tentazioni del demonio, che significativamente sarà l’unica figura che non canta, ma parla. I primi personaggi sono i Patriarchi e i Profeti, che osservano l’avanzare delle Virtù. Tutte le Virtù sono personificazioni femminili. L’anima arriverà alla salvezza sconfiggendo il demonio. Probabilmente il dramma veniva rappresentato per il cerimoniale della velatio, ma era limitato all’esecuzione privata. La musica si differenzia da quella della Symphonia, l’impianto recitativo frena il libero dispiegarsi delle melodie, che quindi sono più uniformi ed omogenee, rimane l’uso di melismi e variazioni, ma la struttura musicale è maggiormente legata al canto gregoriano. Nella Symphonia la musica amplificava il significato del testo, nell’Ordo virtutum lo accompagna. La notazione è quella neumatica quadrata, è lecito quindi pensare che per l’esecuzione fossero previsti anche gli strumenti. Se ci soffermiamo a pensare al periodo in cui tutto questo avvenne e all’essere donna di Hildegard, non possiamo che considerare quanto tutto questo sia sorprendente.
Rosanna Safina
LETTERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II AL CARDINALE HERMANN VOLK, VESCOVO DI MAINZ, IN OCCASIONE DELL'800° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI SANTA ILDEGARDA
Luce del suo popolo e del suo tempo, santa Ildegarda di Bingen, splende più luminosa in questi giorni in cui si celebra l’ottocentesimo anniversario della sua dipartita da questo mondo, dalla cui malizia e dai cui peccati era lontana, ma che, spinta dall’amore di Cristo, beneficò con innumerevoli doni, per vivere nell’eternità presso Dio. Con animo lieto partecipiamo alla memoria di questo anniversario con tutti coloro che ammirano e venerano questa donna esemplare, e incarichiamo te, Venerabile Nostro Fratello, nella cui diocesi questa santa visse a lungo e morì, di essere interprete e nunzio dei Nostri sentimenti.
Non v’è chi ignora che la prima gloria della quale si orna questo fiore della Germania è la santità della vita: bambina di otto anni fu affidata alle monache per ricevere un’istruzione e presto ella stessa seguì la via della consacrazione a Dio, via che percorse con passione e fedeltà; riunì delle consorelle che avevano lo stesso intento e fondò nuovi monasteri fragranti del “buon odore di Cristo” (cf. 2 Cor 2, 15).
Dotata fin dalla tenera età di particolari doni superiori, santa Ildegarda si addentrò nei misteri che riguardavano la teologia, la medicina, la musica e le altre arti e lasciò numerosi scritti su tali arti e mise in luce il rapporto tra la redenzione e la creatura.
Amò la Chiesa in modo singolare: ardente di questo amore non esitò ad uscire dal monastero per incontrare come intrepida propugnatrice di verità e di pace i vescovi, le autorità civili, e lo stesso imperatore e non esitò a dialogare con moltitudini di uomini.
Lei che, sempre malferma nella salute fisica ma assai vigorosa nella forza spirituale e veramente “donna forte”, un tempo veniva chiamata “profetessa della Germania”, in questo anniversario sembra rivolgersi con passione ai Cristiani e non-Cristiani del suo popolo. La stessa vita e l’azione di questa insigne santa insegnano che l’unione con Dio e il compimento della volontà divina sono beni da desiderare grandemente, soprattutto per coloro che hanno scelto la strada della vocazione religiosa: proprio a questi ultimi voglio indirizzare le parole di santa Ildegarda: “Guardate e camminate sulla retta via” (S. Ildegarda, Epist. CXL: PL 197, 371).
I Cristiani si sentiranno incoraggiati a tradurre nella pratica della vita l’annuncio evangelico in questa nostra epoca. Inoltre questa maestra, ripiena di Dio, indica chiaramente che il mondo può essere retto e amministrato con giustizia solo se lo si considera creatura del Padre amoroso e provvido che è nei cieli. Infine con la sollecitudine che ha caratterizzato la sua opera di infaticabile ministra del Salvatore nei confronti delle necessità spirituali e materiali dei suoi contemporanei, indurrà gli uomini di buona volontà del nostro tempo ad aiutare i fratelli e le sorelle che si trovano in difficoltà.
Pregando con fervore Dio, perché da questa solenne commemorazione di santa Ildegarda si raccolgano abbondanti frutti spirituali, a te, Venerabile Nostro Fratello, agli altri Presuli, ai sacerdoti, ai fedeli, che affluiranno per venerare questa santa, impartiamo la Benedizione Apostolica, testimonianza del nostro affetto.
Vaticano, 8 settembre 1979, Primo del Nostro pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
© Copyright 1979 - Libreria Editrice Vaticana
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